I falsi ricordi
Il tema delle false memorie, cioè dei falsi ricordi, è estremamente pertinente al processo psicoterapeutico.
E un dato di fatto che alla base di falsi ricordi del bambino, divenuti false credenze nell’adulto, ci siano a volte le difficoltà a distinguere e a separare diverse sorgenti di memoria, cioè a ricordare come reale un evento che era stato raccontato da un adulto, specie se accompagnato da emozioni empatiche da parte del bambino stesso.
Non si tratta quindi di raccontare “bugie”, ma di essere convinti che un certo evento, che ci è stato raccontato o a cui abbiamo assistito nel lontano passato, appartenga alla memoria autobiografica.
Un altro elemento che gioca nella costruzione di false memorie è la suggestionabilità.
Sappiamo benissimo quanto i ricordi di un bambino possano essere modificati attraverso la suggestione indotta da un adulto autorevole, ma anche il ricordo degli adulti può essere suggestionato nel corso del trattamento psicoterapeutico; per questo occorre molta attenzione da parte del terapeuta a non influenzare il flusso dei ricordi del paziente con domande, appunto, “suggestive”, mantenendo invece un atteggiamento di ascolto empatico ed attento.
Fattori correlati con la suggestionabilità sono l’ansia, la passività-dipendenza, la sensibilità alle aspettative e al giudizio degli altri.
Il tema delle false memorie è strettamente connesso a quello della rimozione o dell’amnesia del trauma.
Nella letteratura più recente, a seguito di ricerche mirate, si ritiene che non sia così comune non ricordare un abuso sessuale subito nell’infanzia, a meno che tale evento non sia capitato prima dei tre-quattro anni.
In realtà dimenticare l’abuso riflette l’uso di difese psicologiche quali la dissociazione, la rimozione, la scissione utilizzate per affrontare e padroneggiare un evento psicologico estremamente traumatico e disorganizzante.
La memoria traumatica, composta da immagini frammentate, emozioni caotiche e sensazioni, è esclusa dalla memoria narrativa e si manifesta con flashback, sintomi somatici e disturbi psicologici.
Quindi se è vero che non tutti i disturbi psicologici sono riconducibili ad eventi traumatici del passato, per converso è provato che maltrattamenti e abusi subiti nella prima e nella seconda infanzia sono quasi sempre predittivi di disagi più o meno gravi nell’età adulta.