Cosa dobbiamo sapere

La stragrande maggioranza degli abusi sessuali sui bambini avviene in famiglia.
La maggioranza degli adulti abusanti non viene scoperta.
Non tutti gli abusatori di minori sono pedofili in senso clinico.
Si distinguono tre tipologie di devianze sessuali dalla norma:

Parafilia: eccitamento sessuale per “oggetti” inadeguati, quindi anche bambini.
Pederastia: eccitamento sessuale per minori puberi
Pedofilia: eccitamento esclusivo per bambini pre-puberi.

L’abusatore dà la “delega all’autoprotezione” alla vittima (“Sei tu che devi dirlo alla mamma, se non lo fai allora vuol dire che ti piace” e cose del genere).
Non tutte le persone abusate nell’infanzia sviluppano patologia, spesso è determinante il contesto socioculturale di appartenenza.
L’attaccamento sicuro (vedi Teoria dell’Attaccamento) molto probabilmente è un fattore protettivo rispetto allo sviluppo di patologie.
L’abuso prepuberale determina uno sviluppo precoce sessuale rispetto alla maturazione cognitiva.

Le conseguenze di un abuso sessuale possono essere ricondotte alla sindrome da PTSD (Disturbo da Stress Post-Traumatico)
La non-elaborazione del trauma incista l’evento traumatico, incapsulandolo
La ricerca sperimentale dimostra che i bambini dicono la verità, a meno che non siano istigati da un genitore.
Un bambino è attendibile se non ha disturbi o patologie che lo “costringono” a dire il falso.

Reazioni dei familiari dopo la scoperta del maltrattamento/abuso.
Riconoscimento e riparazione, oppure, all’inverso, delega al bambino della responsabilità, assenza di confini e inversione o confusione dei ruoli.
Se non c’è riconoscimento c’è disconferma e/o colpevolizzazione. (“Non è vero, sei una bugiarda” “E’ colpa tua!” )
Le vittime di abuso nell’infanzia, rischiano di essere abusate anche nell’età adulta. (Ripetizione del trauma.)
I comportamenti autolesionistici che spesso accompagnano i disturbi post-traumatici vanno letti non come perversione masochistica, ma come tentativi di riempire il vuoto interno e di richiamare attenzione affettuosa.

Effetti sullo sviluppo di un Sé autonomo
I bambini abusati non discriminano le loro emozioni (solo: “sto bene, sto male”, non cosa sento…)
Ridotta espressione di emozioni negative. Compiacenza eccessiva, compulsiva, nei confronti dei genitori.
Pseudo-maturità delle bambine (fanno le brave, aiutano in casa, ecc.) Ma quando riescono a recuperare e a raccontare l’episodio dell’abuso, regrediscono improvvisamente a livelli di sviluppo precedenti.
Problemi di autonomia e di autostima.
Disturbi della definizione di sé, disturbi dissociativi quali: amnesie, somatizzazioni, dissociazione emotiva, derealizzazione, depersonalizzazione. Conservazione dell’ “amico fantasticato” anche dopo i sette-otto anni.
Linguaggio espressivo carente, gioco povero, semplificato, crollo delle prestazioni scolastiche.
Relazioni con i coetanei: non tollerano negli altri l’espressione della sofferenza emotiva. Comportamenti aggressivi oppure ritirata ed evitamento.