La teoria dell’attaccamento prende spunto dalle osservazioni di Bowlby e M.Ainsworth sulle fasi di elaborazione del lutto negli esseri umani e dagli studi etologici sui piccoli primati (scimmie di Harlow). La diade madre ( care-giver) - bambino è anche qui, come in passato per la Mahler e ancora prima per Winnicott e la Klein al centro della psicopatologia, ma in questo caso è posta al centro dell’attenzione la qualità del legame reale, a partire dai primi giorni di vita, anche se i modelli di attaccamento sembrano cominciare a formarsi dopo i primi otto mesi.
L’attaccamento è per Bowlby un sistema motivazionale primario, a cui corrisponde un comportamento di attaccamento (richiami, pianto, aggrappamento) attivato dalla minaccia di separazione o da eventi ansiogeni nel corso delle prime esplorazioni lontano dalla figura materna, che in questo caso deve costituire, per il bambino, una base sicura.
Il sistema di attaccamento è basato su modelli operativi interni (Internal Working Models) costruiti sulla rappresentazione di sé e degli altri significativi nella relazione (ad es. figura di attaccamento sentita inaffidabile e/o rifiutante, Sé sentito come cattivo o indegno di ricevere amore, oppure Sé percepito come amabile e competente).
La spinta che fa scattare il sistema interpersonale dell’attaccamento è la paura; la risposta comportamentale associata è la ricerca di protezione nella Figura di Attaccamento.
Caratteristiche del sistema di attaccamento:
1. Monotropismo, cioè legame con una figura specifica (care giver).
2. Base sicura. Ove non si crei, nel bambino, la consapevolezza di una base sicura verranno meno i comportamenti di esplorazione e verranno messe in atto manovre difensive .
3. Protesta contro la separazione.
I modelli operativi interni (Internal Working Models) si costruiscono su ripetute esperienze di pattern interattivi. In parole semplici il bambino costruisce dentro di sé una “rappresentazione mentale del mondo”, di Sé e dell’Altro significativo sulla base di ripetute esperienze reali di interazione con la figura di attaccamento nel contesto familiare.
Modelli operativi interni e modelli di attaccamento:
1. Attaccamento sicuro o di tipo B. Il ricorso alla figura di attaccamento ogni volta che il bambino ne sente il bisogno ha come risposta l’accoglimento caldo e protettivo della madre. Nella Strange situation (vedi Nota) questi bambini protestano vivacemente alla separazione, piangono, ma si tranquillizzano presto e tornano a giocare ed esplorare. Al ritorno della madre le corrono incontro sicuri e rassicurati.
2. Attaccamento insicuro evitante o di tipo A. Il bisogno viene rimosso (figura di attaccamento non responsiva o addirittura rifiutante); al rifiuto di cure si risponde con un contatto a distanza (manca sempre, in questo “pattern”, un intimo contatto corporeo tra figura di attaccamento e bambino). Nella “strange situation” il bambino non piange e sembra non accorgersi che la madre e’ uscita dalla stanza. Al suo ritorno mostra indifferenza e tende ad evitare il contatto magari fingendosi interessato a un giocattolo . La madre non “risponde” empaticamente alle richieste del bambino. Questi bambini appaiono eccessivamente autosufficienti e corazzati contro le angosce da separazione, ma proprio per questo tenderanno, anche da adulti, a somatizzare le emozioni.
3. Attaccamento insicuro ambivalente - resistente o di tipo C. La madre risponde in modo imprevedibile, con intrusività quando il bambino magari gioca tranquillo per conto suo, o con indifferenza o astio quando mostra paura o ansia. Il bambino si aggrappa preoccupato alla madre, con sottomissione eccessiva e richieste regressive di contatto con modalità ambivalenti. Sia la figura di attaccamento che il bambino sembrano vivere una relazione basata sul controllo preoccupato dell’altro.
4. Attaccamento disorientato - disorganizzato o di tipo D. E’ il modello sviluppato da M.- Main per quei bambini che non rientravano nelle tre precedenti categorizzazioni. Il comportamento di attaccamento, attivato dalla paura e dall’ansia, porta il bambino a rifugiarsi dalla madre, che in questo caso è lei stessa (perché depressa da un lutto recente, o perché maltrattante) la fonte della paura. Si costituisce così una sorta di doppio legame primario. Questo pattern di attaccamento è quello più a rischio di psicopatologia border-line.
Nota:
La “strange situation”, sviluppato dalla Ainsworth, è un protocollo di test basato su una permanenza nella stanza di terapia della diade madre-bambino e del terapeuta della durata di circa venti minuti. Vengono osservate le reazioni del bambino all’allontanamento della madre ed al suo rientro nella stanza.
Il test è somministrato a bambini di circa 18 mesi di età.